È una chicca assoluta questo volume di Cesare Viviani dal titolo La pazzia spiegata dai bambini, apparso presso la casa
editrice Il Formichiere nel 1976 e ad oggi praticamente introvabile. L’Autore,
Cesare Viviani, psicoanalista ma meglio noto come poeta e scrittore, già autore
presso Sugarco, nel 1974, di Psicanalisi interrotta. Il «vissuto» e i «perché»
di ventotto interruzioni di analisi, rivolge in questo lavoro a
millequattrocento ragazzini, tra gli otto e i tredici anni, le domande «Che
cos'è la pazzia? E che cosa si potrebbe fare per coloro che sono considerati
pazzi?», ottenendo in cambio un piccolo trattatello sulla malattia mentale
tanto struggente quanto esilarante.
F.G. di IV elementare: «Per me la pazzia è una
malattia grave per le persone, perché quando le persone sono pazzi non
capiscono più niente macari un pazzo litica con un uomo sano che non è pazzo e
quell’uomo che è pazzo non capisce più niente, io una volta ho visto un uomo
che era pazzo io passo e quell’uomo ma detto ei lo sai che cinque più cinque fa
nove e io non gli o detto niente».
A.R. di IV elementare: «Io conosco un pazzo che
una volta si è litigato con una signora e voleva mettere una bomba sotto casa
sua».
L.M.D. di III media: «La pazzia è una ragazza
di nome Gianna, che mi ha dimostrato come una persona semi-normale diventi
pazza. In questo caso il male non è curabile».
Rulli Raffaella IV elementare: «Secondo me la
pazzia è una malattia della mente che può venire anche per causa del sistema
nervoso, e non si può guarire. Dipende quale forma di pazzia hanno, esempio c’è
chi si crede Napoleone, bisogna trattarlo come lui si crede».
Bonsignore Angela di IV elementare: Io conosco
una bambina che si chiama Frati Liliana, questa bambina fa ogni giorno una
pazzia, un giorno d’inverno è venuta con le mezze maniche che pazzia! Però la
pazzia è uno (pazzo come magari un pazzo) che si butta dal sesto piano, è una
pazzia. Per me un pazzo si dovrebbe curare con gentilezze e non con prepotenze.
Esempio di manicomi: i matti per punizione li legano al letto. Questo non è
curare con amore».
G.A. di I media: «Nel mio cortile c’è una
signora che è considerata pazza, una volta è scesa in cortile in camicia da
notte chiamando il gatto che era sull’albero. Io vorrei aiutare queste persone
pazze e farle comunicare con il prossimo e lasciarle la libertà che per loro
purtroppo non esiste. E dar loro la fiducia necessaria».
Caterina Strambo di I media: «Secondo me la
pazzia è una malattia che viene stando in manicomio e stando rinchiusi molti
uomini ritenuti pazzi non sono pazzi ma siccome dicono cose contrarie al potere
e così vengono portati in manicomio e vengono inventate per loro cause false e
così questo uomo può diventare pazzo davvero ci sono però degli uomini che sono
veramente malati ma non è rinchiudendoli che si guariscono ma peggiorano
secondo me per guarire queste malattie bisognerebbe capire i loro problemi e
cercare di vedere di toglierli».
Rossi Fulvia di V elementare: «La pazzia
secondo me è una malattia come tutte le altre come se uno avesse la febbre e
invece l’altra e pazzo. Un signore è in pazzito perché li è morta la moglie in
un iccidente e quel signore è impazzito per quello. Secondo me coloro che sono
pazzi si deve curarli. I pazzi potrebbero portarli in manicomio e dai
psichiatra e farli curare da loro».
Pedrazzi Milena di III elementare: «Per me la
pazzia può dipendere da un esaurimento nervoso da una persona molto fantasiosa.
Infatti quante volte succede che qualcuno viene considerato pazzo, solo perché
racconta delle cose irreali, o fuori dal normale? Quindi io credo che l’unico
rimedio contro questa malattia, sia quelo di aiutare queste persone cercando di
fargli vedere la realtà vera reale anche se per loro potrà essere un brutto
colpo».
Riccardo Almasio di III media: «Secondo me la
pazzia è una cosa astratta, che non esiste; è una forma d’esaurimento nervoso,
o un complesso (d’inferiorità o superiorità troppo accentuato), o perché si
sentono esclusi da un mondo consumistico. Per fare qualcosa per queste persone
bisognerebbe riinserirli nella società però per far questo bisognerebbe
cambiare mentalità a molta gente ignorante che crede i così detti ‘matti’ degli
esseri da escludere. E cambiando la mentalità si cambierebbe anche questa
società consumistica che fa perdere all’uomo ogni sua volontà di far quel che
vuole».
M.B. di V elementare: «Secondo me la pazzia è
una malattia che uno gli viene perché un amico lo continua a disturbare. Si
potrebbero inventare delle medicine, o studiare il corpo: specialmente il
cervelo che manda gli ordini a tutte le parti del corpo».
V.L di IV elementare: «La pazzia secondo me è
uno che va pazzo per una cosa un’oggetto o un cibo».
Katia Carteggi di IV elementare: «Secondo me la
pazzia e quando presempio mia madre mi chiede vai a fare la spesa e io gli
rispondo no. Mia madre si nervosisce e allora la pazzia per me è così! Per me
quanto vi ho raccontato nella prima domanda bisogna calmarla quella gente che
fa così!».
Giancarlo Boni di II media: «Secondo me la
pazzia è un ragazzo che diventa pazzo che la sua madre non li vuole comperagni
i giocattoli. Bisogna metterli in un collegio e quando io ero a Grosseto andava
a scuola per una pazzia».
Mauro Arnaghi di IV elementare: «Secondo me la
pazzia è una malattia che quando uno batte la testa forte contro qualcosa
diventa pazzo. E bisognerebbe guarirlo mettendogli a posto la testa e intanto
metterlo in un posto dove non possa fare pazzie».
Boisotti Luigi di II media: «Secondo me la
pazzia e una cosa dove si sta in un ambiente troppo rumoroso viene una crisi di
nervi. Poi quando si va a casa e i figli fanno rumore la crisi di nervi si fa
più sentire e perché viene la pazzia».
C.C. di V elementare: «Per me la pazzia è una
malatia che bisogna curare perché non è colpa loro se sono ammalati di mente ma
è anche un po’ colpa della gente che li circonda e li costringe a diventare pazzi,
ma non in casi che uno è pazzo dalla nascita».
Marco Iuzzi di V elementare: «Secondo me la
pazzia è quando uno si mette in testa un’idea assurda. Secondo me per fare
guarire un pazzo si deve fargli un certo lavaggio del cervello che toglie quest’idea
assurda».
Paolo Oldani di IV elementare: «È uno che
tirano fuori dalla pancia della mamma prima di tempo allora non fa tempo a
maturare bene, ecco che cos’è la pazzia. Bisogna cercare di capire quello che
considera lui di bello».
T.M. di V elementare: «Per me la pazzia è un
male molto forte e noioso pieno di grida. Bisognerebbe farli stare con qualcuno
calmo e paziente che li distragga un po’ e farli giocare come dei bambini».
M.V. di III media: «E una cosa divertente è uno
che non riesce a pensare e se pensa pensa cazzate. Si possono curare all’INAM. È
una buona mutua per pazzi».